FAQ


Emorroidi
Che cosa sono le emorroidi?
Sono cuscinetti di tessuto sottomucoso che sostengono le vene del plesso emorroidario interno. Sono presenti in tutti i soggetti e sono tre, con posizioni costanti anteriore destro, posteriore destro e laterale sinistro.

Qual è la funzione dei cuscinetti emorroidari?
Contribuiscono alla funzione di continenza, quando, dopo la defecazione, diventano repleti di sangue.

Che cos'è la malattia emorroidaria?
Per malattia emorroidaria si intende la presenza di emorroidi più o meno aumentate di volume e sintomatiche.

Da cosa è provocata la malattia emorroidaria?
In genere è il risultato di una scorretta alimentazione che provoca uno stato di stipsi più o meno accentuato e più o meno duraturo. Anche un alvo diarroico, provocando infiammazione della mucosa anale, può comportare sintomatologia emorroidaria. Inoltre, abitudini errate, quali indugiare alla lettura sul water, o lavori sedentari o che impongano a lungo la stazione eretta, nonché alcuni sport quali equitazione, motociclismo, sollevamento pesi e ciclismo, possono essere all'origine di una malattia emorroidaria. I sintomi principali sono dati dalla rettorragia (emissione di sangue rosso vivo con le feci o spontaneamente), e dal prolasso esterno. A questi si aggiungono una serie di sintomi quali prurito, secrezione, irritazione cutanea perianale, e - a volte - sensazione di incompleto svuotamento dell'alvo (tenesmo). Il dolore, quando presente, è sintomo di trombosi emorroidaria o della coesistenza di una ragade anale.

Che cosa è il prolasso emorroidario?
È dato dalla presenza di noduli emorroidari all'esterno del canale anale, ricoperti da mucosa dello stesso. È avvertito dal paziente come "un senso di peso" o come "qualcosa che rimane all'esterno".

Che cosa è la trombosi emorroidaria?
È una complicanza delle emorroidi che si verifica per la formazione di un trombo all'interno di una vena emorroidaria. In questo caso il sintomo prevalente è il dolore che in alcuni casi può essere molto intenso.

Come si fa la diagnosi di emorroidi sintomatiche?
Nelle forme di II, III,e IV grado è sufficiente l'ispezione. La visita andrà però sempre completata con una esplorazione digitale e con una rettosigmoidoscopia per accertare che i sintomi siano effettivamente dovuti alle emorroidi.

Qual è la terapia della malattia emorroidaria?
La terapia è medica nelle forme di I e II grado, con correzione delle abitudini dietetiche e della stipsi. Nelle forme più avanzate (III e IV grado) è chirurgica.

Esistono terapie ambulatoriali alternative?
Per le forme meno avanzate esistono trattamenti quali la legatura elastica, le iniezioni sclerosanti, la crioterapia e la fotocoagulazione agli infrarossi. Tali procedure, però, non sono esenti da rischi e complicanze che fanno nascere seri dubbi circa il loro utilizzo.

In cosa consiste la terapia chirurgica delle emorroidi?
Nella asportazione chirurgica dei noduli, secondo la tecnica tradizionale, che oggi, anche grazie al perfezionamento delle tecniche anestesiologiche, rappresenta un intervento esente da rischi e complicanze particolari.

Fistole
Che cosa sono le fistole e gli ascessi anali?
I due termini identificao le suppurazioni acute o croniche che si originano da delle piccole ghiandole situate nel canale anale. Gli ascessi rappresentano una manifestazione acuta mentre le fistole una situazione cronica.

Qual è la sintomatologia dell'ascesso anale?
La sintomatologia è caratterizzata da dolore ingravescente, che non diminuisce con la defecazione.

Qual è la sintomatologia della fistola anale?
La fistola, dovuta al fatto che il processo suppurativo si è fatto spazio verso l'esterno, non è caratterizzata da specifici sintomi, ma rappresenta uno stato di cronicizzazione del processo. In questa fase è possibile notare, sugli indumenti intimi, la presenza di materiale che fuoriesce dal tramite e che spesso provoca uno stato irritativo ano-perianale che può comportare prurito anale per il paziente.

Qual è la terapia degli ascessi e delle fistole anali?
Il trattamento di queste forme è sempre chirurgico e prevede: per l'ascesso, l'incisione ed il drenaggio; per la fistola, l'apertura (fistulotomia) o l'asportazione (fistulectomia) del tragitto.

Che cosa è il trattamento in due tempi delle fistole anali?
È il trattamento che si adotta per fistole che coinvolgono in modo eccessivo gli organi della continenza. In questi casi si procede ad una parziale fistulotomia o fistulectomia, si drena tramite un filo di seta o silicone il rimanente tragitto, e si radicalizza l'intervento a distanza di qualche mese.

Ragade anale
Che cos'è la ragade anale?
È una lesione ulcerativa del canale anale, più frequentemente localizzata posteriormente.

Come si forma una ragade anale?
Non vi è ancora un modello etiopatogenetico accertato.

Quale sintomatologia provoca?
Il sintomo predominante è il dolore, spesso acuto ed in tre tempi (dolore, pausa, dolore). E' anche frequente il riscontro di piccole macchie di sangue dopo la defecazione, rilevabili il più delle volte sulla carta igienica.

Cosa fare nel caso di sospetto di ragade anale?
Sottoporsi, quanto prima, a visita specialistica proctologica per poter instaurare, eventualmente, una terapia specifica.

In cosa consiste la visita proctologica nel sospetto di ragade anale?
Fondamentalmente in una ispezione della regione perineale, con eventuale esplorazione digitale, quando tollerata dal paziente.

In cosa consiste la terapia della ragade anale?
Dipende fondamentalmente dal tipo di ragade (acuta o cronica). In prima istanza si predilige genericamente una terapia medica. Come risorsa ultima una terapia chirurgica.

In cosa consiste la terapia medica?
Correzione delle abitudini alimentari con aggiunta di un alto contenuto di fibre alla normale dieta. Eventualmente utilizzo di dilatatori anali che contribuiscono alla riduzione dell'ipertono sfinterico. Più di recente l’uso di rimedi topici, pomate o unguenti, a base di farmaci vasodilatatori quali trinitrina o nifedipina, con buoni risultati. Ancor più recente l’uso della tossina botulinica.

In cosa consiste la terapia chirurgica?
Nella sezione parziale e controllata dello sfintere anale interno (sfinterotomia laterale), in una delle due modalità aperta o chiusa.

Cancro del colon retto
Che cos’è il cancro del colon-retto?
È un tumore che interessa l’ultima parte dell’intestino, cioè il colon e il retto, detto anche grosso intestino.

Qual è l’origine del cancro del colon retto?
Origina da piccole formazioni benigne, chiamate polipi, che si sviluppano nell’intestino: si trasforma però solo una minoranza con particolari caratteristiche all’esame istologico (adenomi) rilevabili dopo la loro asportazione endoscopica.

Quanto tempo ci vuole perché un polipo diventi cancro?
Si calcola che la trasformazione avvenga in anni . I tempi comunque possono variare in funzione dell’età

Si può intervenire prima che i polipi si trasformino in cancro?
Si, con l’asportazione endoscopica dei polipi

Che possibilità ci sono di guarire?
Se il tumore viene diagnosticato in fase precoce le sue possibilità di guarigione sono elevatissime.

La colite spastica/cronica è a rischio di cancro del colon retto?
In questa malattia non c’è aumento di rischio di cancro del colon retto. Il rischio è uguale a quello della popolazione generale. Deve quindi sottoporsi ai tests consigliati a chiunque desideri prevenire questo tumore.

La colite ulcerosa è a rischio di cancro del colon retto?
Il rischio di trasformazione aumenta dopo dieci anni dall’inizio della malattia nelle forme estese ed è più alto man mano che aumentano gli anni dalla diagnosi A partire dagli otto anni dalla diagnosi è necessario praticare biopsie endoscopiche di tutto il colon.

Il morbo di Crohn è a rischio di cancro del colon retto?
Come per la colite ulcerosa, anche il morbo di Crohn presenta, ad alcuni anni dalla diagnosi, un rischio di trasformazione tumorale, per cui, anche in questo caso, è indicato un controllo endoscopico periodico con biopsie del colon.

È utile il test del sangue occulto nelle feci?
La ricerca del sangue occulto nelle feci è un test immunologico in grado di rilevare tracce di sangue non visibile macroscopicamente e si esegue prelevando una piccola quantità di feci. Rappresenta il primo test di screening per il cancro del colon-retto e la sua validità è legata alla corretta esecuzione della procedura.

In che cosa consiste la colonscopia e quando è utile farla?
La colonscopia è un esame endoscopico, eseguito con uno strumento flessibile, che permette di visualizzare le pareti di tutto il colon ed è consigliata se il test di sangue occulto risulta positivo o se sono presenti fattori di rischio quali la familiarità (parenti di I° grado)

Prof. Maurizio Gentile
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di Napoli FEDERICO II

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Chirurgia Colon-Rettale


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