A

Addome:
La cavità più vasta del corpo: situata sotto al torace da cui è separata dal diaframma, sopra alla pelvi ed in continuità con essa, delimitata internamente dal peritoneo, che si ripiega a coprire gran parte degli organi in esso contenuti. In parte costituito da muscoli e fasce muscolari, può ampiamente variare per forma, dimensioni e rapporti anatomici nei diversi soggetti e secondo le condizioni dei tessuti ed organi che contiene.
Alvo:
Alvino, cioè pertinente all’alvo, significa pertinente al basso ventre o al tratto terminale dell’intestino e riguarda l’evacuazione. Per convenzione si può ritenere la frequenza dell’alvo ‘normale’ se questa è compresa tra 1 defecazione ogni 2 giorni e 2 volte al giorno. La variazione o alterazione dell'alvo in uno stesso paziente, rispetto a caratteristiche abituali precedenti, peraltro, è importante, e il clinico deve indagare su tutti i casi di variazione della frequenza, della consistenza e del volume dell’alvo.
Ano:
L’ultimo tratto dell’intestino, esteso dalla giunzione anorettale (o margine anale) all’ orifizio anale esterno, che comprende il canale anale.
Anismo:
Termine introdotto da Preston (Autore anglosassone) che indica il mancato rilasciamento o una contrazione paradossa della muscolatura striata del pavimento pelvico al ponzamento, che interessa i muscoli puborettale e sfintere anale esterno. Viene associato a condizioni di stipsi terminale e può essere sospettato all’esplorazione rettale, invitando il paziente a rilasciare la muscolatura dell’ano, con una elettromiografia, o con una manometria ano rettale, o in corso di rx defecografia.
Anite:
Patologia di difficile definizione, caratterizzata da iperemia del canale anale. Nell’anite blu prevalgono la componente di congestione venosa del canale anale distale e le manifestazioni cliniche oggettive più che soggettive. L’anite rossa è una condizione clinica di iperemia del canale anale ad interessamento prevalentemente mucoso; è di inquadramento nosografico ancora incerto, spesso causa di dolore anale, talora intenso.
Anorettoscopia:
Esame eseguito con un rettoscopio rigido, comprensivo dell’anoscopia, di una rettoscopia completa (o proctoscopia) e preferibilmente di una sigmoidoscopia distale parziale. La rettoscopia risulta completa quando giunge almeno a 15 cm dal margine anale; si parla invece di rettosigmoidoscopia o meglio anorettosigmoidoscopia con strumento rigido, quando l’esame consente di visualizzare la porzione distale del sigma (di solito non si giunge oltre i 25 cm dal margine anale).
Anoscopia:
Esame che consente di evidenziare correttamente il canale anale. Consiste nella esplorazione ispettiva mediante anoscopio a livello del canale anale. Essa costituisce parte integrante e obbligata dell'esame obiettivo proctologico e consente di evidenziare lesioni del canale anale e del retto distale.
Ascesso anale e perianae:
Cavità piena di pus situata nella regione ano-rettale. Si ritiene attualmente che un ascesso anale o perianale origini dall'infezione acuta batterica di una ghiandola anale per l'ingresso di microbi o di materiale estraneo nella ghiandola stessa. Ascesso e fistola sono entrambe suppurazioni e sono espressioni, rispettivamente acuta e cronica, della stessa patologia. Gli ascessi ano-perianali sono classificati in: ischio-anali, pelvi-rettali, inter-sfinterici, trans-sfinterici, intramurali, extrasfinterici o sottocutanei. Vanno precisate le condizioni funzionali dell’apparato sfinteriale, l’eventuale interruzione degli sfinteri e la presenza di fistole. Molto spesso si accompagna a dolore intenso e può drenarsi spontaneamente in ano o in regione perianale.

B

Biofeedback:
Il termine indica concetti di medicina riabilitativa e psico-somatica, riferito a tecniche di riacquisizione del controllo cosciente di funzioni viscerali. Qualunque sia la sua applicazione, il biofeedback prevede una rilevazione della funzione da rieducare e un segnale visivo o auditivo tale che il paziente riceva immediate informazioni di ritorno su quanto egli stesso sta compiendo, in modo da divenire consapevole di propri errori o limiti e predisporre nuove e diverse risposte, psichiche e/o somatiche. In ambito proctologico, e’ parte della riabilitazione pelvi-perineale.

C

Cistocele:
Termine che indica un prolasso genitale che includa vescica e/o uretra. Il cistocele può essere causa di disturbi della minzione quali ristagno vescicale, necessità di ponzare per mingere, minzione in più tempi, ed anche incontinenza urinaria se contemporaneo ad un prolasso uretrale (uretrocistocele) e/o se è
presente, anche in assenza di prolasso uretrale, una bassa pressione a livello dell’uretra.
Cistocolpodefecografìa :
La cistocolpodefecografia è lo studio radiografico dinamico degli organi passanti per il perineo femminile mediante introduzione del mezzo di contrasto in vagina, in vescica e nel retto.
Coccigodinìa:
Dolore localizzato a livello del coccige, che può presentarsi isolato o come parte della sindrome dolorosa pelviperineale. Può essere acuto o cronico, fugace/transitorio o persistente; può comparire spontaneamente senza associarsi ad alterazioni obiettivabili oppure talora essere secondario a traumi o ad altre lesioni, generalmente di difficile inquadramento etiopatogenetico.
Colica :
Dolore intenso e tipicamente crampiforme e non bene localizzato, causato dalla contrazione spastica della parete di un organo cavo (intestino, pelvi renale, uretere, vescica, utero, colecisti, coledoco, etc.), in rapporto alla presenza di calcoli, flogosi, polipi, parassiti, o talora a stress e disidratazione.
Colonscopia:
Il termine colonscopia va riferito ad un esame endoscopico completo (pan-colonscopia) che permetta un esame visivo di tutto il colon-retto fino al fondo del cieco, preferibilmente dell’ultima ansa ileale (ileo-colonscopia) e, se necessario, di effettuare anche contestualmente altre procedure diagnostiche e terapeutiche (biopsie, colorazioni vitali, polipectomie).
Coloproctologia (o chirurgia colo rettale):
Branca specialistica della chirurgia attinente lo studio, la prevenzione, la diagnosi, la cura e la riabilitazione delle affezioni del tratto colo-retto-anale.
Continenza fecale:
E’ la capacità di ritenere volontariamente il contenuto rettale, sia esso gassoso, liquido o solido. La funzione di continenza è complessa: risulta dall'attività coordinata tra retto e sfinteri anali, nonchè dal tipo di contenuto rettale; dipende anche dall'integrità anatomica dei cuscinetti emorroidari e della mucosa del canale anale.
Costipazione:
sinonimo di stipsi, in linguaggio comune stitichezza.
Crisi emorroidaria:
Per crisi emorroidaria si intende, genericamente, un episodio di manifestazione clinica acuta della malattia emorroidaria in cui siano costantemente presenti dolore e, in vario grado, uno o più sintomi e segni di questa malattia, intensamente manifesti. Nella pratica clinica spesso una crisi emorroidaria coincide con la trombosi emorroidaria. Si esclude il riferimento a ragadi, ascessi e fistole (benché essi possano ovviamente coesistere con la crisi, come qualsiasi altra patologia funzionale od organica).

D

Defecazione:
Atto fisiologico volontario mediato da riflessi neurovegetativi, che consiste nell’espulsione delle feci dall’interno del retto all’esterno del corpo attraverso l’ano. Una defecazione fisiologica si realizza quando il paziente abbia un buon controllo volontario dell'espulsione del contenuto rettale.
Defecografia:
Studio radiografico anatomo-funzionale della defecazione. L’esame si esegue mediante introduzione nel retto di un mezzo di contrasto denso, prevede l'acquisizione di radiogrammi a paziente seduto su un supporto che simula la tazza del gabinetto, chiamato sedia defeco-grafica (una tazza da w.c. radiotrasparente oppure una comoda di legno). L’esame non necessita di particolari preparazioni, solo di un clistere di pulizia da eseguire almeno tre ore prima dell'esame. Nelle donne é consigliabile la somministrazione di mezzo di contrasto per bocca nella misura di 200 ml. per opacizzare anche le pareti del tenue ed evidenziare, in tal modo, l'eventuale presenza di un enterocele (definito come l'impegno nel cavo del Douglas di anse intestinali, al di sotto della linea pubo-coccigea, durante la fase di svuotamento). Si eseguono radiogrammi in proiezione latero-laterale in diversi momenti che definiscono uno standard di studio funzionale: a riposo, in contrazione, in ponzamento e durante l'atto evacuativo. E’ preferibile integrare sempre i radiogrammi con la ripresa videofluoroscopica di tutte le fasi. Le informazioni ottenibili mediante defecografia sono dunque anatomiche e funzionali, statiche e dinamiche, e comprendono le fasi: riposo, tosse, sforzo, contrazione volontaria, evacuazione, e sono tutte fondamentali per la diagnosi del prolasso rettale, dell’ulcera solitaria del retto e della sindrome da defecazione ostruita. Un corretto referto defecografico, deve identificare e quantificare i seguenti elementi di giudizio diagnostico: 1) rettocele (vedi) e la sua profondità massima in centimetri; 2) perineo discendente/disceso (vedi); 3) prolasso mucoso e intussuscezione rettale (vedi); 4) mancato rilasciamento dello sfintere anale e del muscolo pubo-rettale al ponzamento; 5) tempi di svuotamento dell’ampolla rettale; 6) mezzo di contrasto residuo rettale a conclusione dell’atto defecatorio. Si effettua oggi una _ anche con Risonanza magnetica, con il vantaggio di evitare alla/ al paziente una dose di radiazioni, pur oggi ridotta rispetto al passato, ma non trascurabile. Anche se la Risonanza magnetica pelvica ha un costo sanitario attuale decisamente maggiore, essa fornisce informazioni maggiori sulle strutture del pavimento pelvico ed endopelviche.
Deiscenza:
E’ l’aprirsi inatteso, distinto in parziale e completo, di una cucitura chirurgica. Una deiscenza può verificarsi sia superficialmente che su un organo interno, per tratti millimetrici o per molti centimetri.
Diaframma pelvico:
Il diaframma costituito dal muscolo elevatore dell’ano che comprende muscoli: ileo-coccigeo, ischio-coccigeo e pubo-coccigeo (e/o puborettale). Insieme alla fascia endopelvica ed a strutture ligamentose, il diaframma pelvico sostiene le strutture viscerali opponendosi alla spinta in basso che queste subiscono come conseguenza della pressione intraddominale, sia per la gravità da posizione eretta che per la contrazione dei muscoli dell’addome.
Diarréa:
Condizione in cui le evacuazioni sono più frequenti e le feci meno consistenti che di norma. La diarrea (feci liquide =/>300 gr di feci / die, =/>2 defecazioni / die) va definita secondo la frequenza e la consistenza delle scariche. Sec l’OMS la diarrea, condizione caratterizzata da una perdita della abituale consistenza e/o da un aumento della fluidità delle feci di un soggetto, è definita come segue: 3 o più di 3 scariche di feci liquide per 2 o più di 2 giorni consecutivi.
Digitazione:
Necessità di ricorrere - con frequenza e modi variabili - all’aiuto delle dita delle mani per poter evacuare, dalla manipolazione indiretta esterna, perineale, vaginale, fino alla pressione per via endovaginale sulla parete rettale anteriore ed all’estrazione delle feci dal retto, tipicamente nelle donne affette da defecazione ostruita, con rettocele anteriore, l’evacuazione non di rado è possibile introducendo le dita in vagina a premere sulla parete posteriore.
Dispareunìa:
Dolore durante il rapporto sessuale. Questo disturbo non interessa esclusivamente il sesso femminile; può infatti verificarsi sia nei maschi che nelle femmine con effetti e cause diverse nei due generi, viene definito anche come un ricorrente o persistente dolore genitale che si manifesta durante il rapporto sessuale. La dispareunia può correlarsi eziologicamente a patologie organiche o funzionali: nella donna possono contribuire a determinare la dispareunia l’iperestrogenismo, l’endometriosi, la dislocazione ovarica nel cavo del Douglas, i fibromiomi uterini ed altre patologie organiche non ginecologiche. Nell’uomo, può essere causata da: frenulo breve, fimosi, parafimosi, malattia di La Peyronie, pene ricurvo, balanopostiti ed uretriti.
Dissenterìa:
Termine generico che indica una grave diarrea a volte muco-sanguinolenta con dolore crampiforme addominale; è espressione di malattia infiammatoria o infettiva intestinale.
Disùria:
Il termine indica in modo generico l’esistenza di una difficoltà della minzione.
Dolore pelvico acuto:
E’ un dolore localizzato entro la pelvi ad insorgenza improvvisa, più frequente nel sesso femminile. Per valutarlo si indagano, insieme all’età, alla storia ostetrica e mestruale, le caratteristiche del dolore: modalità di comparsa, durata, fattori palliativi e fattori aggravanti; i segni e sintomi associati (febbre, perdite ematiche o secrezioni vaginali; sintomi urologici o gastroenterologici); precedenti infiammazioni pelviche (Pelvic Inflammatory Disease, PID), altre infezioni acute, storia contraccettiva e anamnesi sessuale. L’obiettività ginecologica include: emocromo completo, test di gravidanza, esame urine, urocoltura, ecografia pelvica, test diagnostici di infezione da Neisseria Gonorreae e Chlamydia Tracomatis; laparoscopia diagnostica quando il dolore abbia un’eziologia ancora non chiara.
Dolore pelvico cronico:
E’ tale se dura da oltre 6 mesi e spesso non risponde ai comuni antalgici. Può essere attribuito a cause organiche gastroenterologiche, uro-ginecologiche, neurologiche e ortopediche, e a cause dette funzionali che configurano forme primitive o idiopatiche. Nel secondo caso il dolore è classificato come: 1) Dolore PelviPerineale Cronico Idiopatico propriamente detto (DPPCI); 2) Nevralgia anorettale; 3) Proctalgia fugace, 4) Coccigodinìa.

E

Ecografia endoanale o endoanorettale (EEAR):
Esame invasivo effettuabile ambulatorialmente, per lo studio delle lesioni organiche benigne e maligne e dei disturbi funzionali dell’ano-retto. L’EEAR è indicata nello studio di: a) Ascessi e fistole anali per definirne localizzazione, estensione, localizzazione, se possibile una classificazione rispetto ai diversi piani perineali e rettali; b) Traumi perineali, esiti di traumi o interventi sul perineo e incontinenze anali; c) Dolore pelvi-perineale cronico, per escludere lesioni organiche; d) Neoplasie anali e rettali.
Ecografia perineale:
L’ecografia per via perineale è in grado di effettuare delle valutazioni sugli organi pelvici riguardo alla statica ed alla dinamica sia nei soggetti normali che in quelli con disfunzioni del pavimento pelvico.
Elettromiografia anoperineale:
Esame neurofisiologico strumentale utile ad identificare la presenza o meno di attività mioelettrica, attraverso campionatura e mappatura degli sfinteri anali, del pubococcigeo (o puborettale) e dell’elevatore dell’ano. E’ identificabile il grado di denervazione e l’eventuale inibizione dell’apparato neuromuscolare sfinterico anale volontario al ponzamento.
Emorroidi:
Normali formazioni anatomiche costituite da cuscinetti di tessuto artero-venoso, sostenuti da tessuto elastico e muscolare, e ricoperti dalla mucosa della giunzione anorettale. La funzione fisiologica delle emorroidi si suppone duplice: contribuire alla continenza tramite una chiusura/tenuta dell'ano in condizioni di riposo, e alla defecazione favorendo l'espulsione, per scivolamento sulla mucosa, del bolo fecale durante la defecazione stessa.
Emorroidi -Patologia
La malattia emorroidaria è caratterizzata da sanguinamento, prolasso, prurito, tenesmo, dolore. Le emorroidi esterne sono definite come tessuto emorroidario che si trovi al di sotto della linea pettinata, più o meno prolassato. Le emorroidi interne sono localizzate al di sopra della linea pettinea e si presentano con 4 gradi – ad esse è riferita la classica e tuttora di maggior uso corrente classificazione sec. Goligher (1975): 1° emorroidi solo interne (accentuate ectasie vascolari limitate al canale anale); 2° emorroidi riducibili spontaneamente subito dopo la defecazione; 3° riducibili lentamente o con varie manovre, in genere manuali; 4° emorroidi irriducibili.
Enterocéle:
L’enterocele è l’erniazione di un’ansa intestinale (ileale e/o colica), di una sua porzione, o semplicemente del peritoneo pelvico, in un cavo di Douglas abnormemente ampio e profondo. Esso viene sospettato in anoscopia qualora si osservi una protrusione della parete anteriore del retto, non trazionabile in basso, diversa dal riscontro della lassità tipica della mucosa; viene confermato dalla cisto-colpodefecografia.
Enterostomìa:
Tutte le enterostomie sono definibili come fistole entero-cutanee ottenute chirurgicamente. Si distinguono, per il differente scopo terapeutico, le digiunostomìe dalle altre enterostomìe che comprendono tutti i differenti tipi di ileo e colon-stomìe. Le prime permettono l’introduzione di fluidi nutrizionali o medicamentosi in intestino tramite sonde. Le seconde (ileo- e colon-stomìe) perseguono uno o più dei seguenti obiettivi terapeutici: proteggere un’anastomosi appena eseguita a valle, risolvere un’occlusione dovuta ad una lesione a valle, mettere in riposo funzionale il tratto di viscere a valle affetto da malattia, ovviare alla mancanza dell’ano, in caso di una stomìa definitiva.
Episiotomìa:
Incisione chirurgica del perineo che si effettua durante un parto per via naturale, allo scopo di ingrandire l’orifizio vaginale ed impedire così la rottura traumatica del perineo stesso.
Evacuazione:
Espulsione di materiale dall’intestino attraverso l’ano naturale o artificiale. Non è sinonimo di defecazione: mentre infatti la defecazione corrisponde all’evacuazione naturale volontaria delle feci, l’evacuazione è l’espulsione, volontaria o involontaria, per via naturale o attraverso una stomìa, di feci o ad esempio, del mezzo di contrasto, durante una defecografia.

F

Fecaloma:
Massa di feci consistenti e più o meno dure, ritenuta generalmente in ampolla rettale ma anche possibile nel sigma, che può causare difficoltà all'evacuazione, tenesmo, dolore pelvico, incontinenza fecale (incontinenza paradossa con pseudodiarrea o diarrea paradossa), fino a occlusione intestinale, compressione su vasi e organi endopelvici, trombosi, lesioni ulcerative della mucosa anorettale, rettorragie o perforazioni.
Fibre Alimentari:
Tutte le macromolecole alimentari, od anche parti di esse, che risultino amido-resistenti, tutti gli oligosaccaridi e tutti i carboidrati non digeribili dal tratto gastrointestinale dell’uomo.
Fistola anale:
La fistola anale è un tramite patologico con il canale anale e consiste di un tragitto variabile ed almeno un orifizio accertato. Origina dalle cripte del Morgagni, e in questo senso viene denominata anche _ criptogenetica e rappresenta la quasi totalità delle fistole perianali, facendo si che nel linguaggio comune e nelle pubblicazioni scientifiche esse siano diventate sinonimi. La comunicazione con il lume anale o con la cute può non essere evidente nelle fistole a fondo cieco e questa comunicazione è nel caso solo sospetta, in quanto non repertabile obiettivamente. Si possono presentare uno o più tragitti ramificati e più orifizi sia interni sia esterni.
Fistola pilonidale, o cisti pilonidale fistolizzata:
Fistola interessante essenzialmente la cute, gli annessi e il sottocute, talora fino al piano fasciale, espressione principale della malattia pilonidale, con sede più spesso nella regione interglutea e sacrococcigea, di solito come infezione cronica o ricorrente dovuta all’incarnirsi di peli ed alla reazione conseguente dei tessuti interessati.
Fistola retto-vaginale:
Comunicazione anomala tra retto e vagina. Possono originare anch’esse dalle ghiandole delle cripte del Morgagni, ma anche essere la conseguenza di un trauma, di lacerazioni da parto o jatrogene, ovvero rappresentare una delle complicanze della chirurgia del retto. Pongono delle peculiarità nella diagnostica e nel trattamento.
Flatulenza:
Emissione eccessiva, attraverso l’ano, di gas prodotto a livello gastrointestinale, dovuta essenzialmente a processi fermentativi e putrefattivi batterici che si verificano nel lume intestinale. Possono contribuire a provocare flatulenza: a) modificazioni qualitative o quantitative della flora batterica intestinale; b) il ristagno di materiale non digerito nel lume intestinale; c) la carenza di enzimi digestivi gastrici o bilio-pancreatici; d) l'assunzione ‘eccessiva’ di alimenti contenenti sostanze non digeribili (per esempio: fagioli e altri legumi in genere, cipolle, cavolo etc.). Può essere associata a meteorismo.
Flora batterica intestinale:
L’insieme degli organismi microscopici, costituito da lattobacilli, bifido-batteri, streptococchi, e altri microbi non patogeni contribuendo nei soggetti sani, in simbiosi con l’organismo, non solo alla produzione delle feci ma all’equilibrio dinamico di diverse funzioni biologiche quali: sintesi di vitamine, difesa contro i patogeni (mediante inibizione competitiva della loro crescita nel lume intestinale), modulazione delle difese immunitarie alla superficie mucosa intestinale, riduzione della produzione di gas intestinali. Sebbene, in generale, microorganismi siano distribuiti su tutto il tratto oro-gastrointestinale, la molto maggiore concentrazione microbica è provato che si trovi a livello colico.

I

Incontinenza fecale:
Incapacità di trattenere volontariamente in retto il suo contenuto fecale solido, liquido o gassoso. E’ di solito causa di compromissione della qualità di vita. E’ dovuta ad una più o meno grave insufficienza sfinterica anale, e/o all’iperattività della parete del retto e/o alla eccessiva fluidità delle feci, e le cause sottese a questi meccanismi possono essere paologie, traumi, o non identificabili, nemmeno dopo le indagini strumentali più accurate.
Incontinenza urinaria:
Perdita involontaria di urine in quantità o con frequenza tale da costituire un problema sociale e/o di salute e/o che altera la qualità di vita del soggetto affetto. Dal punto di vista anamnestico l’incontinenza urinaria, comporta le seguenti caratteristiche: incontinenza solo di giorno, anche a letto, con urgenza, da sforzo.
Intestino irritabile:
Comune disordine funzionale caratterizzato da una combinazione variabile, negli individui affetti, di dolore addominale, diarrea e/o stipsi. La sua insorgenza, tutt’ora dibattuta e oggetto di studi, viene fatta risalire ad una forma di ipersensibilità intestinale, ma anche a forme post-infettive.
Intussuscezione intestinale o invaginazione intestinale:
Il processo per cui un segmento intestinale si introduce nella porzione immediatamente successiva, a qualsiasi livello del tenue, ileo-colico, colo-colico, colo-rettale.

L

Lassativi:
Sostanze sia di estrazione vegetale che di sintesi chimica, classificabili in base al loro meccanismo d’azione o in base alle caratteristiche chimico-fisiche delle molecole costitutive e della nota o presunta azione farmacologica, capaci di stimolare lo svuotamento del colon-retto.
Latenza motoria del nervo pudendo:
Tempo che intercorre tra l’applicazione di uno stimolo e l’inizio della corrispondente risposta muscolare dovuta all’attivazione di un motoneurone. Nel caso del nervo pudendo, il tempo di latenza normale equivale all’intervallo tra l’applicazione dello stimolo a livello delle tuberosità ischiatiche e l’inizio della contrazione dello sfintere anale esterno è = 2 ± 0,2 msec.

M

Malassorbimento:
Il termine malassorbimento indica un difetto dell’assorbimento intestinale di uno o più nutrienti sia come risultante di un’alterazione della fisiologia della digestione sia per un’alterazione diretta della fisiologia dell’assorbimento stesso.
Manometria Ano-Rettale:
Esame che consiste in misurazioni delle pressioni all’interno del canale anale e/o del retto. La MAR è indicata in caso di: 1) Incontinenza anale, compreso il riscontro, anche occasionale, di un ipotono sfinterico clinicamente sospetto, quando vari elementi oggettivi o anamnestici siano suggestivi per un’incontinenza anale latente e non altrimenti indagabile; 2) Stipsi grave; 3) Dolore anale o perineale cronico sospetto come idiopatico (DPPCI); 3) Prolasso rettoanale; 4) Fistola anale o perianale; 5) Neoplasia del retto, del canale anale. L'esame permette la diagnosi di aganglia congenita, il Morbo di Hirschsprung.
Meteorismo:
Disturbo caratterizzato dal rigonfiamento dell’addome, causato da eccessivo sviluppo di gas gastrointestinali.
Minzione:
L’atto fisiologico e volontario di urinare.
Mucorréa:
Perdita involontaria oppure espulsione di muco dall’anoretto. L'emissione di muco con le feci può essere fisiologica, ma se la quantità è anomala per particolare abbondanza o aspetti del muco viene considerato un sintomo di una possibile patologia.
Muscolo puborettale:
Anatomicamente, il muscolo pubococcigeo o puborettale costituisce la parte anteriore ed inferiore del muscolo elevatore dell’ano. Prende inserzione sulla superficie dorsale del pube fra la sinfisi ed il canale otturatorio. Nel suo decorso, esso forma una sorta di “laccio” attorno l’uretra, la vagina (o la prostata) e il canale anale, per inserirsi sul corpo fibroso ano-coccigeo. Le fibre posteriori del pubococcigeo (parte puborettale), formano una fionda attorno alla parte terminale del retto.
E’ innervato attraverso il plesso pudendo.

N

Neuromodulazione Sacrale (NMS):
Terapia di provata efficacia nell'incontinenza urinaria, e di efficacia promettente, secondo studi in fase di definizione, anche come trattamento dell'incontinenza fecale, del dolore perineale cronico, di disturbi espulsivi uro- e proctologici.

P

Pavimento pelvico:
L’insieme anatomo-funzionale delle strutture organo-tissutali (maschili e femminili) comprese tra lo stretto superiore della pelvi e il perineo, molte delle quali attraversano il perineo stesso e si integrano in modo dinamico e funzionale.
Perineo:
Regione anatomica che delimita in superficie il pavimento pelvico. I limiti sono: in avanti l’arcata ed il ligamento arcuato del pube, posteriormente l’apice del coccige, ai lati destro e sinistro il ramo inferiore del pube e dell’ischio. Lo spazio così descritto ha forma trapezoidale, e una linea trasversale che passi davanti alle tuberosità ischiatiche lo divide in due porzioni triangolari, una, perineo anteriore, denominata anche regione uro-genitale contenente gli organi urogenitali esterni; ed una, perineo posteriore, detta anche regione anale.
Perineo disceso:
Caduta del piano perineale.
Poliùria:
Aumento patologico o parafisiologico (su base ormonale, ad esempio, in gravidanza) della quantità o del volume complessivo di urine emesse nell’arco di tempo; si accompagna ad una riduzione dell'osmolarità plasmatica, espressione spesso di un’alterata funzionalità renale.
Pollachiùria:
Aumento patologico della frequenza delle minzioni, che non necessariamente corrisponde ad un aumento di volume delle urine totali emesse nell’arco di tempo
Ponzamento:
Spingere compiendo uno sforzo, esercitare uno sforzo per espellere dal corpo le feci.
Posizione di Sims
Sul fianco sinistro con gli arti inferiori in flessione (posizione “fetale”), spalla destra ruotata in avanti: la migliore per l'esame obiettivo del perineo e dell'ano e per l’endoscopia proctologica.
Prebiotici:
Ingredienti alimentari non digeribili che, a livello del colon-retto, stimolano selettivamente la crescita e/o l’attività metabolica di alcuni gruppi microbici, ritenuti importanti per il buon funzionamento dell’organismo sotto molti aspetti.
Probiotici:
Microrganismi vivi capaci di influenzare positivamente l’ospite umano, migliorandone l’equilibrio microbico intestinale. Diversi prodotti alimentari tradizionali, quali yogurt e latte fermentato, i quali contengono essenzialmente probiotici sembrano poter apportare benefici all’organismo.
Proctalgìa:
Generica indicazione della presenza di dolore a livello retto-anale
Proctalgìa fugace (fugax)
Dolore improvviso spontaneamente reversibile e di breve durata, spesso ricorrente, localizzato al retto inferiore ed all’ano, che sovente si manifesta di notte e non si associa ad anomalie obiettivabili.
Prolasso anorettale:
A livello anale possono prolassare le seguenti entità: le emorroidi, la mucosa , il retto in toto con la sua parete muscolare, la sottomucosa e la mucosa, e anche il peritoneo con il sacco di Douglas ovvero l'enterocele.
Prurito anale:
Disturbo soggettivo caratterizzato da sgradevole percezione sensoriale di pizzicore, il cui sintomo secondario é il desiderio di grattarsi, e segni di accompagnamento possono essere sovrainfezioni.
Pubalgìa:
Sintomatologia dolorosa localizzata a livello della regione pubica.

R

Ragade anale:
Ferita lacera in diverso grado ampia e più o meno profonda, che si estende lungo l’asse maggiore del canale anale a livello del margine anale. Può evidenziarsi all’anoscopia come ragade acuta o cronica e può causare dolore, gneralmente intenso, emorragia e/o prurito. Si ritiene che l’ipertono sfinteriale o lo spasmo dello sfintere anale interno rappresenti un momento etiopatogenetico della ragade.
Retto:
Tratto terminale del grosso intestino, esteso dal giunto retto-sigmoideo alla giunzione anorettale. Quest’ultima viene anatomicamente ascritta all’ano. La duplice funzione del retto, partecipe sia della fisiologia della continenza che della defecazione, non è ancora completamente compresa. Il retto presenta tre curvature laterali, la superiore e l’inferiore destro-convesse, la media sinistro-convessa; internamente queste curvature corrispondono alle valvole di Houston (due sul lato sinistro e una a destra) che non possiedono una funzione ben definita.
Rettocéle:
Per rettocele si intende, genericamente, una protrusione evidenziabile come cavità nel contesto del lume rettale.
Rettorragia:
E’ l’emissione di sangue rosso vivo dall’ano. La rettorragia è uno dei sintomi più comuni nelle emorroidi, nella ragade, sebbene possa essere indice di altre malattie più gravi come alcune forme di tumori, sia benigni che maligni; è sintomo frequente nelle malattire infiammatorie croniche intestinali come la colite ulcerosa ed il m. di Crohn.

S

Sindrome da defecazione ostruita:
Il concetto di Outlet obstruction (Stipsi all’uscita) si riferisce all’esistenza di un ostacolo anatomofunzionale all’espulsione delle feci.
Il quadro clinico funzionale eterogeneo, di variabile gravità e impatto sulla qualità di vita, è caratterizzato dalla eventuale coesistenza di più segni, sintomi e alterazioni misurabili del pavimento pelvico e retto-anali (perineo discendente e disceso, prolasso rettale, prolasso genito-urinario, rettocele, cistocele, enterocele).
Soiling:
Imbrattamento fecale espressione di incontinenza anale
minore. Il soiling può verificarsi per diversi motivi
(emorroidi, flatulenze, esiti chirurgici, etc.).
Steatorrea:
Aumento del contenuto di grasso eliminato con le feci. Le feci steatosiche tipicamente sono lucide, di consistenza poltacea, di colore marrone chiaro, fino ad un aspetto come di argilla. Per una definizione clinica certa di steatorrea, quale segno di sospetto malassorbimento dei grassi, si deve dimostrare un aumento oltre i 7 gr/die della elminazione di grassi con le feci, valutata in condizioni standardizzate: assunzione costante di grassi:80-100 gr/die per 3-4 giorni prima della raccolta delle feci in 72 ore.
Stipsi:
Significa insoddisfacente defecazione. "Rare defecation, difficult defecation, or both", è una descrizione di A.Shafik che richiama ai 2 principali meccanismi ipotizzati come cause del disordine funzionale.
Strangùria:
Sintomo caratterizzato da minzione dolorosa, ‘goccia a goccia’, e può essere o meno preceduto e seguito da tenesmo vescicale.

T

Tenesmo
Tenesmo rettale è definito come la percezione di una tensione penosa a livello del retto, accompagnata da stimolo alla defecazione e/o alla diuresi e spesso da senso di bruciore fino al grado di dolore urente.
Tono sfinteriale anale:
La pressione del canale anale risultante dalla somma delle pressioni delle componenti muscolari volontarie e involontarie dell’ano. E’ misurabile con un manometro.

V

Vaginismo:
Impossibilità e/o dolore (dispareunìa) alla penetrazione vaginale e al coito per spasmo involontario del muscolo elevatore dell’ano.

Prof. Maurizio Gentile
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