SINDROME DA OSTRUITA DEFECAZIONE


La sindrome da ostruita defecazione rappresenta una condizione di difficile evacuazione, determinata dalla presenza di un ostacolo funzionale o meccanico.

L’incidenza della stipsi varia da 2 al 30% della popolazione generale e di questi circa il 50% è affetto dalla suddetta sindrome. Le donne sono di gran lunga più colpite rispetto l’uomo 17%, per conformazioni anatomiche predisponenti, mentre la prevalenza aumenta con l’età, per lo sfiancamento della muscolatura del retto.

Tra le molteplici cause distinguiamo:
alterazioni meccaniche, quali rettocele, enterocele, intussuscezione, prolasso rettale completo, megaretto, neoplasie e stenosi;
disordini funzionali associati ad alterazioni neurologiche e dei muscoli del pavimento pelvico o dell’anoretto come l’anismo, la sindrome da perineo discendente, malattia di Hirschsprung.

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È importante, comunque distinguere queste forme dalla stipsi dovuta da un rallentato transito intestinale: nell’eventualità che dovesse coesistere ad altre cause, infatti, andrebbe trattata solo in un secondo momento.

Dal punto di vista fisiopatologico le alterazioni meccaniche si sviluppano in seguito a:

perdita di elasticità delle pareti del retto;

eccesso di durezza e quantità delle feci;

aumento pressorio durante la defecazione.

Proprio queste condizioni predisponenti generano, nei punti di minore resistenza, il rettocele, l’intussuscezione rettale, ovvero prolasso rettale occulto, in cui il retto scivola su se stesso, e il prolasso rettale completo, quando ad essere coinvolta è la componente muscolare della parete.
Il rettocele è sicuramente la causa più frequente.
Prof. Maurizio Gentile
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