STIPSI


Si definisce stipsi o stitichezza o costipazione cronica una capacità di evacuazione inferiore ad una volta ogni 5 giorni con sintomi che durano da più di 18 mesi.

La stipsi è una delle cause più frequenti di consultazione del medico curante o dello specialista. Nella maggior parte dei casi si confonde con la sindrome da colon irritabile ed è più frequente nelle donne, nei pazienti con oltre sessant’anni e in individui con scarse attività motorie e livello socio-culturale basso.

Le cause di stipsi cronica sono molteplici e vanno dai disordini neuromuscolari, ossia patologie che coinvolgono il sistema nervoso centrale o periferico, alle malattie endocrine e metaboliche (diabete, ipotiroidismo, insufficienza renale, ecc.), all’uso di farmaci (anticolinergici, antidepressivi, antiacidi, ferro, antiparkinsoniani), ai disordini funzionali (depressione, confusione, immobilità, psicosi) fino alle erronee abitudini alimentari (scarso apporto di fibre, scarso apporto di liquidi).

            

Il quadro dei sintomi con i quali la stipsi cronica si presenta va da manifestazioni assolutamente eclatanti che simulano in alcuni casi un quadro di addome acuto alle più comuni manifestazioni di dolore addominale o generico malessere legato alla difficoltà di evacuazione. In generale si considerano affetti da stipsi cronica pazienti che, con un regime di dieta standard, hanno meno di tre evacuazioni la settimana.

I sintomi comprendono il dolore addominale, la distensione addominale ed una sensazione di malessere generale. I pazienti affetti da stipsi cronica devono essere attentamente valutati allo scopo di escludere le cause di stipsi organiche da quelle su base funzionale.

Le indagini oggi disponibili per la diagnosi di stipsi cronica e soprattutto per la diagnosi differenziale con altre patologie colo-rettali sono molteplici e vanno da esami classici quali il clisma opaco e la radiologia tradizionale a quelli più sofisticati: tempi di transito, defecografia, scintigrafia, manometria anorettale, elettromiografia, biopsie rettali. Sulla scorta di questi dati è possibile ottenere una diagnosi accurata nella maggioranza dei casi e indirizzare il paziente al trattamento più adeguato.

Senza addentrararci in dettagli molto specifici, la terapia della stipsi cronica va dalle misure dietetiche quotidiane (diete arricchite di scorie ed acqua) all’uso di lassativi (che deve essere sempre molto prudente e limitato nel tempo) all’uso di farmaci che accelerano la motilità intestinale o cicli di esercizi che migliorino le abitudini individuali alla defecazione in risposta allo stimolo (biofeedeback).

Solo in casi particolarmente gravi o in pazienti con anomalie della innervazione del colon che provoca una forma grave detta megacolon (presente nei bambini e nei giovani adulti) viene presa in considerazione la chirurgia che prevede l’asportazione di un tratto più o meno esteso del colon e la ricostruzione della continuità intestinale con diverse modalità a seconda della tecnica scelta.
Prof. Maurizio Gentile
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